Circoli del Partito Democratico della Provincia Fermo
ALTIDONA
GIOVANNI FELIZIANI
felixtox@libero.it
AMANDOLA
PIERLUIGI BERNABEI
BELMONTE PICENO
FLORIANO FRATTARI
CAMPOFILONE
GIOVANNI FELIZIANI
felixtox@libero.it
FALERONE
MICHELA VITALI
dmvitali@libero.it
FERMO/ CENTRO EST
PATRIZIO BORSONI
sabopat@tin.it
FERMO/ CENTRO OVEST
ANTONIO ZAMPONI
zamponi.a@libero.it
FERMO/ CALDARETTE/ M. PALMENSE/ TORRE DI PALME
WALTER BALDO
wabaldo@tiscali.it
FERMO/ CAMPIGLIONE/ GIOROLA
GIULIANO VALLESI
FERMO/ LIDO DI FERMO/ CAPODARCO
ROSANNA MONTANINI
rosannamontanini@sistemiduemila.it
FERMO/ SAN MARCO/ SAN TOMMASO
ZOÈ CHANTAL MONTERUBBIANO
zoechantall@gmail.com
GROTTAZZOLINA
REMOLA FARINA
remolafarina47@yahoo.it
www.pdgrottazzolina.blogspot.com
LAPEDONA
LUISELLA PIERONI
winsella@gmail.com
MONTE VIDON CORRADO
GIORGIO CONCETTI
congio81@libero.it
MASSA FERMANA
ROBERTO TESEI
tesei.roberto@alice.it
MONTAPPONE
ROBERTO BORBOGLINI
gabriobu@libero.it
MONTE GIBERTO
LUIGI LAURENZI
laurenziluigi@alice.it
MONTELEONE DI FERMO
VINICIO ALESSANDRONI
valessandroni@alice.it
MONTE URANO
CLAUDIO TOMASSINI
tmscld@gmail.com
MONTEFALCONE APPENNINO
ALESSANDRO SPENA
alessandro.spena@tin.it
MONTEFORTINO
FRANCESCO GRADOZZI
chiccomiki@tele2.it
MONTEGIORGIO
CATALDO SFORZA
neferta@libero.it
MONTEGRANARO
SERGIO LUPETTI
sergiolupetti@tiscali.it
MONTELPARO
GABRIELLA REMIA
gabriella.remia@libero.it
MONTERINALDO
FABIO VALLORANI
fabio.vallorani@alice.it
MONTERUBBIANO
MERI MARZIALI
meri.marziali@yahoo.it
MONTE VIDON COMBATTE
ERRI MORLACCA
erri.morlacca@infinito.it
MORESCO
ALBERTO DI BLASIO
segreteria.sindaco@ucvaldaso.it
ORTEZZANO
FABIO VALLORANI
fabio.vallorani@alice.it
PEDASO
GIOVANNI FELIZIANI
felixtox@libero.it
PETRITOLI
ERRI MORLACCA
erri.morlacca@infinito.it
PONZANO DI FERMO
MAURIZIO VALENTINI
maurizio.valentini@telecomitalia.it
PORTO SANT'ELPIDIO
ALBERTO CONTI
geol.albertoconti@tin.it
PORTO SAN GIORGIO
ELISABETTA BALDASSARRI
assessoreserv.sociali@comune-psg.org
SANTA VITTORIA IN MATENANO
STEFANO CIAVAGLIA
civigliastefani@libero.it
SANT'ELPIDIO A MARE/ CENTRO
ROBERTO VIOZZI
rvmister@tin.it
SANT'ELPIDIO A MARE/ CASETTE D'ETE
GIANFRANCO CAMPANARI
crismoroni@virgilio.it
SANT'ELPIDIO A MARE/ CASCINARE/ CASTELLANO
NADIA BASTARELLI
nadiabastarelli@libero.it
SANT'ELPIDIO A MARE/ LUCE CRETAROLA
SAMUELA MARCACCIO
sam.mar@libero.it
SERVIGLIANO
STEFANO POMPOZZI
stefano.pompozzi@libero.it
SMERILLO
DOMENICO RICCI
com.smerillo@tiscali.it |
la
Stampa, 3 marzo 2010
BASTA FATTI VOGLIAMO PROMESSE
di Mario Calabrese
Dove sono finite le idee, i progetti, i programmi, i sogni o anche le
affabulazioni che la politica dispensava a piene mani prima di ogni elezione?
Scomparse. Inghiottite da un malessere diffuso, da una cupezza che sembra
aver coperto tutto. Le giornate sono scandite dagli scandali, dalle risse
intestine e dalla sciatteria. La campagna elettorale esprime pochissima
passione e nessuna energia, prigioniera della stanchezza e del risentimento.
Il fallimento della macchina organizzativa del primo partito italiano,
incapace di presentare in Lombardia e nel Lazio liste rispettose dei
regolamenti, racconta molto dei tempi che stiamo vivendo. Ci racconta
come anche nelle incombenze più semplici e ordinarie sia venuta
meno la capacità di fare le cose per bene, con rigore e attenzione.
Il peggiore dei contrappassi per una forza che era nata promettendo la
politica del fare e il trasferimento nella sfera pubblica dello spirito
imprenditoriale.
Viene da chiedersi dove sia la testa dei nostri politici e che cosa li
distragga. Sembrano essere concentrati in lotte fratricide, intenti a
controllarsi e a cercare di piazzare una pedina fondamentale in vista
di una resa dei conti che però non pare imminente. A livello locale
si assiste a uno spettacolo ancora più squallido con le seconde
file impegnate a strappare qualche posizione nelle liste o a rinfacciarsi
la paternità di un candidato impresentabile.
È difficile immaginare che questa trascuratezza, questi veleni e questo
pressappochismo possano poi trasformarsi in illuminata capacità di
governo. La politica oggi sembra tornata sideralmente lontana dai problemi
reali e chiedere conto dei programmi sulla sanità, le tasse o la sicurezza
appare quasi naïf.
La sciatteria è figlia anche dell’arroganza e del disinteresse,
due sentimenti che connotano chi si sente troppo forte, intoccabile,
senza opposizione e senza alternativa. Non è un caso che gli incidenti
delle liste siano accaduti in due regioni che il centrodestra considerava
già vinte e non in discussione. Un eccesso di confidenza che non
si è registrato, ad esempio, in Piemonte, dove la partita è aperta
e la sfida non consente errori e distrazioni, tanto che, a tratti, si
sente anche parlare di politica e di programmi.
Anche a livello nazionale si sente la mancanza di un’opposizione
che tenga alta la tensione, che spinga chi governa a conquistare consenso
ogni giorno invece di perdere tempo a spegnere programmi televisivi e
a cercare silenzi complici.
Come in ogni fase di sfarinamento e di difficoltà è partito
l'esercizio delle previsioni: si scruta Palazzo Chigi per capire se tutto
questo sfocerà in una crisi, se una stagione della politica italiana
volge al termine. Mi pare un esercizio sterile: oggi non sembra esistere
una possibile alternativa di governo pronta e vincente e questa volta
non si riesce a vedere chi abbia la forza o la voglia di far cadere il
Cavaliere. La Lega - l’unico partito con i numeri per fare la differenza
- si è sistemato nella posizione ideale per intercettare gli scontenti
e per approfittare della crisi della Seconda Repubblica come fece con
quella della Prima. Bossi non ha nessun interesse a cambiare cavallo
e precipitare le cose, visto che le disgrazie altrui non fanno che rafforzarlo.
Aspetterà il naturale evolversi delle cose, cercando nel frattempo
di assicurarsi il controllo del Nord, puntando a governare Veneto e Piemonte.
Si dice da mesi che gli ultimi tre anni della legislatura, un periodo
insolitamente lungo senza nessun appuntamento elettorale nazionale, potrebbero
essere una grande occasione per fare riforme. Ma non si capisce quali
e guidate da quale visione. Però non è immaginabile pensare
di vivere 36 mesi in cui la politica si prepara soltanto ad un ipotetico
dopo-Berlusconi.
L’unica certezza è che avremmo bisogno di molto più dibattito,
di proposte, idee e parole e di molti meno silenzi. Non è blindando
tutto che si riconquista la fiducia degli elettori, una fiducia che sta
scendendo ai livelli più bassi: i cittadini sembrano aspettarsi
qualunque cosa o forse sarebbe meglio dire che non si aspettano più niente
dalla politica. E questa è la cosa che allarma di più.
Viene da rimpiangere quell’ironica richiesta scritta con la vernice
pochi anni fa su un muro di Brescia: «Basta con i fatti, vogliamo
promesse». |